Sempre più spesso si ascoltano notizie di modelle colpite da anoressia, una malattia che provoca gravi problemi fisici e spesso la morte. Proprio recentemente l’ennesima vittima: Bethany Wallace una giovanissima modella di 19 anni colpita da infarto dovuto a questa malattia. L’ultima di una lunga e triste lista che comprende ragazze giovanissime tra cui Maiara Galvao Vieira, 14 anni brasiliana, Beatriz Cristina Ferraz, 23 anni, deceduta a San Paolo in seguito a complicazioni cardiache, Ana Carolina Reston Macan, una ragazza del peso di soli 40 kg per un’altezza di 174 cm.. e ancora Carla Sobrado Casalle, 21 anni, aspirante modella con l’ossessione della magrezza…

E come si fa a non ricordare la modella Isabelle Caro, tristemente nota per la sua scelta coraggiosa di posare nuda per la campagna anti-anoressia del marchio Nolita” attraverso cui ha voluto mostrare al mondo la gravità di questo male. E’ deceduta a Tokyo all’età di 28 anni. E’ allarmante il numero di vittime ogni anno; ma da dove deriva questa spietata lotta contro il cibo? In realtà le top model vengono pagate per essere magrissime e lavorare a livelli alti.. fa parte del loro contratto e del loro “essere modelle”. La spiegazione allora deriva forse dagli stilisti che basano le loro creazioni su standard così esasperati?

Ci risponde Maddalena Triggiani, affermata fashion designer di Milano: Penso che la scelta di una eccessiva magrezza e quindi della taglia 38 per le modelle che sfilano o per le fotomodelle sia imposta dalle agenzie perché lo standard richiesto dagli stilisti, in generale, è quello di una figura longilinea e quasi priva di forme, esigenza richiesta perché è l’abito che deve dare forma al corpo della modella e di conseguenza metterlo in risalto. Io sono stata sempre contraria a tal proposito, ho sempre immaginato che ad indossare ciò che disegno sarebbe stata la tipica donna mediterranea, sinuosa e con le forme non esagerate ma giusta nelle sue proporzioni, per questo motivo ogni abito che creo parte sempre dalla tecnica del moulage che segue le forme del corpo e ne valorizza la femminilità facendo emergere l’anima. L’ideale sarebbe trovare una via di mezzo tra l’immagine che vediamo sulle riviste o in tv e quello che siamo in realtà perché la moda è vero che si deve indossare ma soprattutto si deve “vivere”.

Il continuo bombardamento dei mass-media con immagini di modelle sempre più magre, quasi al limite della sopravvivenza, e la continua nascita di siti pro-anoressia fanno molto riflettere.. In realtà non c’è nulla di più pericoloso di trasmettere questi canoni errati nella mente di tante ragazzine con il sogno di diventare modelle. Soprattutto se ciò avviene nella fase adolescenziale, quando non si è ancora caratterialmente definite e si cerca in questi canoni di creare la propria personalità per il raggiungimento di una bellezza e di una perfezione dettata dalla televisione. Molto più corretto sarebbe insegnare loro ad apprezzare il proprio corpo, amarlo e difenderlo magari mantenendolo in forma con una sana alimentazione e tanto sport. Essere a proprio agio con se stesse e con il proprio corpo è la carta vincente per piacere agli altri e per possedere la vera femminilità e bellezza.

Ma per entrare nello specifico tecnico interviene il dott. Luigi Formisano, medico chirurgo specializzato in medicina interna ed esperto nutrizionista.

Cos’è l’anoressia e come si manifesta? L’Anoressia è un disturbo alimentare caratterizzato dal rifiuto del cibo da parte di una persona e la paura ossessiva di ingrassare.
A cosa è dovuta? E’ un problema psicologico? Si. Spesso alla sua origine vi è un dolore (es. la morte di una persona cara o una separazione sentimentale); a tale evento devastante si può reagire cercando di controllare rigorosamente la fame. In tal modo si pensa di poter dominare qualsiasi evento o situazione…purtroppo con risultati spesso tragici.
Come va affrontata? Alle prime avvisaglie bisognerebbe informare il proprio medico curante… spesso l’anoressico non si rende conto della propria condizione… in quel caso è fondamentale il ruolo della famiglia o degli amici: è necessario che il paziente si rechi in un consultorio ASL per i disturbi alimentari.
Consigli alle giovani modelle per evitare la malattia? Difficile dare consigli… ogni anoressica ha una storia e un vissuto diverso… io da qualche anno mi occupo di “Mental Coaching”: cerco di lavorare molto sull’aumento dell’Autostima che, in diverse pazienti, apparentemente “vincenti”, è spesso bassina.
Il tipo di alimentazione corretta e l’importanza dell’attività fisica da abbinare? Con l’anoressica non puoi barare… spesso conosce il valore calorico degli alimenti meglio del dietologo. Giocare apertamente si può… io cerco di demolire le convinzioni errate che ha questo tipo di paziente; poi cerco di costruire assieme un piano alimentare sostenibile.
Ma che relazione c’è tra l’anoressia ed il sistema scheletrico e muscolare? Interviene il dott. Ermanno Trinchese, ortopedico e medico dello sport:

L’anoressia nervosa è uno dei più importanti disturbi del comportamento alimentare, detti anche Disturbi Alimentari Psicogeni (DAP). Ciò che contraddistingue l’anoressia nervosa è il rifiuto del cibo da parte della persona e la paura ossessiva di ingrassare. Coinvolge nella sua evoluzione funzioni psicologiche, neuroendocrine, ormonali e metaboliche. Nelle forme più gravi possono svilupparsi malnutrizione, inedia, amenorrea ed emaciazione. E’ ormai universalmente accettata una correlazione tra l’anoressia nervosa e la riduzione della densità minerale ossea sia nei soggetti di sesso femminile che maschile. Una riduzione della densità minerale ossea è presente in tutti i segmenti scheletrici, con maggiore predilezione per la colonna vertebrale e un interessamento sia della componente spongiosa che dell’osso compatto. La riduzione della densità minerale ossea è da attribuirsi ad un alterato turnover osseo caratterizzato da un prevalente deficit dell’apposizione rispetto ad un aumentato riassorbimento. Un ridotto apporto di calcio con la dieta è una condizione tipica nei soggetti affetti da anoressia, inoltre è stato dimostrato che lo stato di malnutrizione si associa ad un ridotto assorbimento e ad una aumentata escrezione di questo ione. Una ridotta calcemina spesso induce in iperparatiriodismo secondario con conseguente riassorbimento del tessuto osseo. Studi in letteratura dimostrano come un apporto giornaliero inferiore a 600mg rappresenta un fattore altamente predittivo di ridotta densità minerale ossea negli anoressici. Lo stato di malnutrizione, associato alla mancata assimilazione di componenti fondamentali con la dieta, si traduce in una aumentata resistenza, sia del tessuto epatico che del tessuto osseo, all’ormone della crescita (GH) e a ridotti livelli dell’IGF-I. Questa condizione si associa ad una ridotta proliferazione e differenziazione degli osteoblasti, deputati all’apposizione del tessuto osseo. L’età adolescenziale è un momento critico per la maturazione della massa ossea, infatti tra gli 11 e i 14 anni nelle ragazze e tra i 13 e i 16 anni nei ragazzi, si raggiunge il picco di massa ossea. E’ proprio in questo periodo che si ha l’insorgenza dell’anoressia con possibile ripercussioni permanenti su trofismo del tessuto osseo. Nell’età adulta le donne affette da anoressia nervosa presentano nel 92% dei casi Osteopenia e nel 38% dei casi Osteoporosi. Più del 50% delle donne con anoressia hanno una densità minerale ossea tale da metterle a rischio di fratture e una probabilità sette volte superiore rispetto alla popolazione generale di sviluppare tale evento.

Tante iniziative, tante campagne anti-anoressia ma ancora troppo pochi i risultati rassicuranti. Tra i vari progetti c’è quello del noto concorso nazionale di bellezza Miss Italia che già dallo scorso anno ha creato una nuova fascia: Miss Curve d’Italia Elena Mirò, aperta alle ragazze con la taglia 44; Un passaggio importante che mette in risalto il tentativo di mutamento del costume e della società circa il modello di bellezza femminile ideale, un ritorno alla bellezza autentica, alle curve sinuose che hanno caratterizzato grossi personaggi nati proprio a Miss Italia, una tra tutte l’intramontabile Sophia Loren. Una nuova visione della bellezza che già da tempo è rappresentata da Elena Mirò che ha sempre cercato di essere dalla parte delle modelle Curvy.

Un altro importante percorso contro l’anoressia è quello portato avanti da Elisa D’ospina, International Curvy Model e scrittrice per Vogue. Tra i suoi vari progetti sul mondo curvy c’è la campagna “I’m not a fashion victim” del 2010 che girò il mondo creando scalpore e curiosità e poi la recente “Love Yoursef“. Come scrive nel comunicato stampa: “Dobbiamo raggiungere quella consapevolezza che ognuna di noi è unica per quello che è. A volte, siamo troppo impegnate a non deludere le aspettative altrui e perdiamo di vista noi stesse. A volte pensare a noi lo crediamo un atto di egoismo, invece è semplicemente un atto d’amore”. Oggi è qui a darci una sua testimonianza:

Elisa cosa pensi dell’anoressia? Attraverso il tuo blog continui a scrivere e a combattere contro questa malattia.. Mi batto dal 2007 per questo male incredibile che divora ogni anno migliaia di ragazze. Anche attraverso il mio blog cerco di portare testimonianze di speranza. Perchè dai DCA si può guarire!

Interessantissimo inoltre il percorso portato avanti dalla modella curvy e blogger Laura Brioschi che da tempo, attraverso numerose iniziative, vuole diffondere il messaggio di “curvy is not a crime”, facendo capire che la bellezza sta nel stare bene con se stessi anche con qualche taglia in più.

Sono intervenuti (e li ringrazio per la gentile partecipazione):

Dott. Luigi Formisano
Medico Chirurgo specialista in Medicina Interna
Esperto in Medicina Estetica ed Omeopatia
Mental Coach

Dott. Ermanno Trinchese
Ortopedico e Medico dello Sport – Clinica Ortopedica Università di Perugia

Elisa D’Ospina
International Curvy Model
Writer for Vogue Italia
www.elisadospina.com

Laura Brioschi
Blogger e Curvy Model
www.lovecurvy.com

Maddalena Triggiani
Fashion Designer – Milano
www.maddalenatriggiani.com

Questa pagina nasce dalla volontà di evidenziare a tutte le ragazze, modelle ed aspiranti tali, la pericolosità di una malattia cosi diffusa nel campo della moda e la nocività dei siti pro-ana e pro-mia; un mezzo di informazione tramite interventi di esperti, uno spazio di discussione, confronto e consiglio. Chi volesse lasciare una testimonianza o chiedere un consiglio medico può scrivere a: info@marcoperulli.com